RACCONTO DI UN FIFONE

Erano anni che mio fratello mi invitava a diventare donatore di sangue, ma mio malgrado non ero idoneo alla donazione. Per due volte da adolescente ero svenuto per una lieve perdita di sangue da banali ferite da taglio. Ero fermamente convinto che un abbassamento di pressione dovuto alla fuoriuscita anche di poco sangue, provocasse in me un giramento di testa con possibilitÓ di perdere i sensi, con il pericolo e soprattutto il disagio che ne potesse derivare.

Poi un giorno, coinvolto dai tanti amici donatori, mi sono fatto forza e ho voluto provare. Per prima cosa ho messo le mani avanti avvertendo il medico di questo mio possibile "problema". Il medico prima mi spiega come si sarebbe svolto la donazione e poi mi rassicura su possibili abbassamenti di pressione, dovendosi ricondurre, in generale, la maggior parte dei possibili disagi pi¨ a fattori psicologici che altro e comunque restare disteso sul lettino o seduto, per qualche minuto dopo la donazione, sarebbe bastato a scongiurare ogni giramento di testa. Tutto fil˛ liscio, era la mente che bisognava convincere che la donazione non avrebbe creato disagi al mio corpo.

Ecco allora il mio decalogo: Regola numero uno: non guardare mai l'ago, non ce n'Ŕ nessuna necessitÓ. Regola N. 2: distrarsi, magari chiedendo una cosa stupida al medico. Regola N. 3: restare disteso sul lettino qualche minuto dopo la donazione, Ŕ compreso nel prezzo. Regola n. 4: dopo non restare fermi immobili in piedi come un salame. Regola n. 5: reintegrare subito i liquidi bevendo acqua o un succo di frutta, per il vino aspettare il pranzo. Regola N. 6: in caso di senso di disagio, riposare durante la giornata evitando stress o sforzi intensi (donazione tosto, moglie mia non ti conosco). Regola N. 7: questa non Ŕ una corsa a chi fa prima, vene superficiali vene profonde, vene grosse vene piccole, chi ci mette 2 minuti chi 20 minuti: vincono tutti. Regola N. 8: se dovessi aver bisogno di restare sul lettino pi¨ del solito, magari con le gambe sollevate, o di stare seduto un po' per un giramento di testa, o persino di perdere i sensi per qualche breve attimo, non preoccuparti del portafogli, non ci crederai ma Ŕ giÓ successo a tanti altri prima di te, non significa proprio niente, non c'Ŕ assolutamente da vergognarsene, salvare una vita vale bene questo disagio, e fra donatori poi ci capiamo. Regola N. 9: tieni ben stretto per il poco tempo necessario il dito proprio sopra il forellino, puoi toglierlo per un po' dal naso, i pochi casi di ematoma sono dovuti spesso a questa disattenzione. Regola N. 10: anche se dovesse capitare di riportare un piccolo ematoma al braccio, ricorda che dura solo pochi giorni, Ŕ assolutamente innocuo, pu˛ consolarti il fatto che il prossimo caso su mille sicuramente capiterÓ a un altro, Ŕ inutile prendersela col medico perchŔ con l'altro poteva andare peggio, non azzardarti a non donare per questa banalitÓ, trova una scusa migliore.

Per finire il racconto, da quel giorno ho continuato a donare con regolaritÓ, talvolta avvertendo ancora un leggero senso di vertigine, ma le mie paure, le scuse che mi davo, erano svanite per sempre. Un po' ero prevenuto, un po' ignoravo il meccanismo della donazione, un po' mi autosuggestionavo: tutte scuse! Il sangue tanto lo donavano gli altri, quelli fortunati che potevano farlo senza disagi e, se vogliamo, anche un po' incoscienti e pieni di sŔ, i Rambo di turno. In fondo quando serve il sangue chiamano i parenti, no! Oppure da qualche parte arriva, in fondo non si Ŕ mai visto uno morire per indisponibilitÓ di sangue. Rimuovere un problema come se non esistesse, Ŕ il modo migliore per alleggerire la propria coscienza, mica devo essere proprio io a salvare il mondo. Ma a ben pensarci, visto che non ho il coraggio di andare in Africa ad aiutare chi muore di fame, ma nemmeno di dare sostegno soltanto morale a chi mi abita a fianco, almeno il sangue che ho in abbondanza, si rigenera immediatamente senza conseguenze, non mi costa nulla, a casa mia, con il vantaggio della prevenzione con le analisi gratuite, almeno questo anche un fifone come me, e come te, pu˛ donarlo.

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